Tropico del Conero


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Perchè "Tropico del Conero"

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Il motivo principale e quasi scontato della scelta di questo nome è la sua ubicazione. Infatti è situato alle pendici meridionali del Monte Conero. Riparato dai venti gelidi di bora dal medesimo monte e dai venti salsi dalla collina soprastante, il vivaio gode di un microclima particolarmente favorevole. Non a caso a breve distanza si sviluppa una macchia mediterranea incredibilmente varia e rigogliosa: lecci, corbezzoli, lentischo, euforbia ardorescente etc.. Molte specie trovano qui l'ultimo rifugio prima che il calore del mediterraneo ceda il passo alle nebbie del nord. E' appunto in questo "estremo" rifugio che ho deciso di trasferire il vivaio precedentemente ubicato nella vicina Castelfidardo.
Attualmente la superfice destinata a coltura in vaso è di circa 1.800 metri quadrati, di cui circa 500 m² in serra fredda. Il vivaio non ha serre riscaldate, in quanto le piante troppo esigenti in calore vengono semplicemente abbandonate. All'apparenza questa può sembrare una scelta azzardata e drastica, ma ha i suoi motivi. Perché "fissarsi" su una determinata specie o varietà, quando la natura probabilmente ha creato un suo simile più rustico ed adattabile? Va poi aggiunto il fatto che ogni anno sperimento decine di nuove specie o varietà, tra le quali qualcuna si dimostrerà valida e interessante.
Altra scelta è il fatto di non usare fertirrigazione e comunque l'uso ridotto di concimi. Gli anticrittogamici li uso solo raramente, in quanto le piante esotiche sono generalmente immuni da parassiti e malattie.
Il vivaio autoproduce circa il 70% delle proprie piante. La parte restante proviene da acquisti da terzi o da scambi con altri colleghi (vedi vivai amici).

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